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DAL BARATTO ALLA MONETA

La moneta nasce nei tempi antichi, con la prima e importantissima funzione di rendere più semplici gli scambi dei beni.

Ad esempio, un panettiere può scambiare il suo pane fresco con le verdure coltivate da un contadino: per avere tutto quel di cui si ha bisogno, si può scambiare il proprio lavoro con quello di un altro. Ma se per esempio il panettiere non ha bisogno delle verdure, ma di comperare un nuovo forno?

Ecco qui la moneta, o meglio, un oggetto con lo stesso valore per il contadino, il panettiere e anche per l’artigiano che costruirà per lui il nuovo forno. Sono moltissimi gli oggetti che nella storia gli uomini hanno usato come mezzo di scambio: conchiglie, sale, chicchi di cacao in Messico, piume colorate o enormi pietre forare nelle isole indiane e anche pecore. Pecunia, una parola latina per indicare il denaro, deriva da pecus, che in latino significa «gregge»: come mezzo di scambio non si usavano le monete di metallo, ma le pecore.

Con il tempo però in tutto il mondo si diffuse l’abitudine di usare i metalli preziosi per forgiare delle monete: più facili da trasportare e sempre con lo stesso valore. Due monete d’oro con lo stesso peso, sono uguali e l’oro si conserva intatto nel tempo. Il passo successivo fu quello di coniare banconote e monete con materiali non preziosi, e il loro valore è deciso proprio da chi le emette. Nel caso dell’euro, si tratta della Banca centrale europa, per i dollari invece è la Federal Reserve, la Banca centrale americana. Questo tipo di moneta si chiama fiduciaria, proprio perché le persone la usano e la riconoscono perché hanno fiducia nell’istituzione che le emette.