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COME NASCE IL CINEMA IN 3D?

Il cinema tridimensionale, conosciuto anche come cinema 3D, è un particolare tipo di proiezione cinematografica, che grazie a speciali tecniche di ripresa, regala agli spettatori una visione «stereoscopica» delle immagini, cioè le fa apparire in tre dimensioni. Per poter vedere mostri e dinosauri che sembrano reali però bisogna anche indossare degli occhiali speciali, che si riconoscono con facilità perché hanno sempre una lente rossa, a sinistra, e una blu, a destra.
Una tecnica di 3D più recente è il RealD, che prevede l’utilizzo di videocamere a doppio obiettivo e, al cinema, la proiezione di due fotogrammi diversi per l’occhio destro e per l’occhio sinistro. Senza occhiali non vedresti altro che un’immagine piatta, ma se indossi gli occhiali RealD, le lenti polarizzate selezionano il fotogramma di ogni occhio e il gioco è fatto: il film è in tre dimensioni!

Il primo sistema per produrre immagini che, se guardate con occhiali speciali, appaiono in 3D venne ideato nel 1853 dal tedesco Wilhelm Rollmann, a Lipsia, che utilizzò occhiali con un filtraggio rosso-blu per visualizzare dei disegni. Le immagini tridimensionali non sono quindi un’invenzione recente, anzi: erano già molto diffuse negli anni Cinquanta, quando erano molti i fumetti disegnati per essere letti in tre dimensioni. E pensate che le Poste Italiane nel 1956 crearono un francobollo dedicato all’ammissione dell’Italia alle Nazioni Unite con l’immagine della Terra in 3D!

Certo i film di oggi sono molto più spettacolari dei loro antenati, ma gli occhiali rossi e blu erano molto usati anche al cinema, soprattutto negli anni Cinquanta. Il primo lungometraggio è «Bwana Devil» del 1952, ma in quel decennio furono girate più di 60 pellicole. Anche Alfred Hitchcock realizzò un film in 3D: «Delitto perfetto» interpretato da Ray Milland e Grace Kelly.

Nel 1986 venne introdotta la nuova tecnologia IMAX-3D, un sistema di proiezione della pellicola cinematografica che ha la capacità di mostrare immagini con una grandezza a e una risoluzione molto superiore rispetto a quella dei sistemi di proiezione convenzionali. Un esempio è «Avatar» di James Cameron, un film di fantascienza ambientato a Pandora, un mondo fantastico dove si trova un enorme giacimento di un minerale prezioso per la Terra, dove invece sono finite le fonti di energia. Uomini d’affari avidi e militari si trovano così uniti nel tentativo di conquistare il pianeta incontaminato. Anche se gli indigeni Na’vi non hanno alcuna intenzione di farsi colonizzare…